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# Barriere digitali: perché l’inaccessibilità costa miliardi all’UE e colpisce soprattutto l’Italia
- URL: https://www.techpertutti.com/barriere-digitali-ue-italia-inaccessibilita/
- Published: 2026-01-25T11:00:59.000Z
- Updated: 2026-01-25T11:00:58.000Z
- Description: Le barriere digitali non sono solo un problema sociale, ma anche economico. In Italia l’inaccessibilità dei servizi online spinge 8 utenti su 10 ad abbandonare un processo digitale, con costi elevati per cittadini, aziende e istituzioni
- Author: Guglielmo Sbano
- Tags: News

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L’economia europea si scontra con un limite sempre più evidente: la mancanza di accessibilità. Dai risultati di **un’indagine europea** condotta da **AccessiWay** su 6.599 consumatori, tra **Italia**, **Germania, Austria, Francia e Regno Unito**, emerge che il **68,4%** degli utentiha già rinunciato ad almeno un’operazione digitale a causa di **barriere legate all’accessibilità di siti web, applicazioni o contenuti online**.

### Italia, fanalino di coda

Come rilevato dalla società, l’**Italia** registra il dato più critico: **l’84% dei consumatori ha interrotto un processo digitale perché inaccessibile** (seguita da Germania con l’80,7% e Austria con il 78,6%). Un risultato particolarmente significativo se si considera che l’86% degli italiani ritiene fondamentale che siti, app e servizi digitali siano accessibili a tutte le persone, comprese quelle con **disabilità visive, uditive, motorie o cognitive**, gli **anziani** e chi possiede un basso livello di istruzione (80%). Il quadro evidenzia così una forte consapevolezza nel Bel Paese, ma anche la necessità di un cambio di passo urgente: il **44% degli italiani** ritiene infatti che il miglioramento dell’accessibilità digitale sia ancora insufficiente (contro il 38% in Austria e il 18% in Germania).

### **Un bisogno diffuso di accessibilità: tra etica e business**

Sempre secondo il sondaggio, alla base delle interruzioni dei processi digitali vi è un problema strutturale: **il 73,1%** degli **intervistati europei** si imbatte regolarmente in barriere digitali e tale fenomeno è particolarmente diffuso in Italia (88%), Austria (88%), Francia (84%) e Germania (80,1%). Nonostante l’esistenza di normative come l’**European Accessibility Act (EAA)** nell’Unione Europea o l’**Equality Act** e le **Public Sector Bodies Accessibility Regulations** nel Regno Unito, molte aziende continuano a offrire esperienze digitali poco accessibili. Le conseguenze per il business sono immediate: **perdita di visibilità, riduzione delle conversioni e calo del fatturato**, spesso prima ancora che il processo digitale possa completarsi. L’accessibilità digitale quindi non viene più percepita esclusivamente come una questione etica o sociale, ma diventa un **fattore strategico di business**. Rendere siti e applicazioni più usabili, intuitivi e navigabili consente di ampliare il pubblico potenziale, rafforzare la fiducia nel brand e favorire la conclusione dei percorsi di acquisto.

![](https://storage.ghost.io/c/06/d9/06d9c689-6336-4a34-9ed2-a59ba4dc9c73/content/images/2026/01/PR-EU-Survey-1---ITA.png)

### Le principali barriere digitali in Europa

Tra gli ostacoli più frequenti segnalati dagli utenti europei figurano **pubblicità invasive e pop-up**, seguiti da **problemi di leggibilità**, causati da testi troppo piccoli o mal posizionati. In Italia, quasi la metà della popolazione (44%) considera infatti **particolarmente fastidiosa la presenza di pubblicità o pop-up**, mentre vengono segnalati anche tempi di caricamento eccessivi (27%) e istruzioni poco chiare o assenti (23%). Dunque, quando la fruizione di servizi digitali diventa frustrante, il rischio è concreto: il15% degli italiani dichiara di **interrompere spesso un’operazione o un acquisto online** a causa di un’esperienza digitale frustrante e poco fluida.

In **Francia**, invece, la scarsa leggibilità rappresenta la barriera principale (38%), seguita dal Regno Unito (27,3%). Molti consumatori segnalano inoltre difficoltà di navigazione dovute a **strutture poco chiare che rendono i processi digitali inutilmente complessi**: in Francia oltre un terzo (36%) ha difficoltà di orientamento, in Austria quasi uno su tre (31%) e in Germania il 17%. A questi si aggiungono poi **tempi di caricamento lunghi** **(oltre 1 utente su 4), istruzioni poco chiare o mancanti** (quasi **1 su 4**), **visualizzazioni non ottimizzate per dispositivi mobili** (**1 su 5**) e **navigazioni confuse o aree cliccabili troppo piccole** (quasi **1 su 5**).

### Gen Z e Millennials sempre più attenti: l’Europa rischia di perdere i clienti di domani

L’accessibilità digitale non riguarda solo le persone con disabilità o gli utenti più anziani ma al contrario coinvolge sempre di più anche le ultime generazioni.

> *“Per molto tempo si è pensato che l’accessibilità digitale riguardasse solo una minoranza. Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che la mancanza di accessibilità non è soltanto un problema etico o sociale, ma rappresenta sempre più una questione economica e di business, oltre a diventare un vero e proprio ostacolo per le generazioni che stanno costruendo il loro futuro anche online. La domanda che dovremmo porci, a mio avviso, è quanto ciò che facciamo oggi incida realmente sulla capacità di offrire un modello di società migliore domani. Nell’accessibilità digitale nessuno è escluso: questo cambiamento deve partire dalle persone e dalle aziende, da una piena consapevolezza dei rischi, ma soprattutto dei benefici che l’accessibilità può generare”*, ha dichiato **Amit Borsok di AccessiWay.**

In Italia, in particolare, i giovani adulti tra i **18 e i 34 anni** segnalano abbandoni frequenti più **spesso** rispetto alla **media nazionale** (**18% contro 15%**).I dati svelano come il problema colpisca in modo significativo la **Generazione Z** e i **Millennial**, che dimostrano una minore tolleranza verso la scarsa usabilità: in Germania il 79,8% ha già interrotto un processo digitale, in Austria il 74%, in Francia il 64% e nel Regno Unito il 51%.

Le barriere digitali rappresentano oggi uno dei principali ostacoli alla piena inclusione e alla crescita economica in Europa. I dati che riguardano l’Italia mostrano quanto l’inaccessibilità non sia un dettaglio tecnico, ma un problema strutturale che incide direttamente sull’esperienza degli utenti e sull’efficacia dei servizi digitali. Rendere il web accessibile non è solo una scelta etica, ma una necessità strategica.