Bastano pochi messaggi su WhatsApp per perdere 770 euro: l’allarme degli esperti sulle nuove truffe

Secondo una recente indagine, bastano pochi messaggi per indurre le vittime a condividere informazioni sensibili o effettuare pagamenti che possono causare perdite fino a 770 euro. Ecco come funziona il raggiro e quali segnali non devi ignorare.

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Le nuove truffe su WhatsApp sfruttano messaggi apparentemente innocui per sottrarre denaro e dati personali alle vittime
Le nuove truffe su WhatsApp sfruttano messaggi apparentemente innocui per sottrarre denaro e dati personali alle vittime

Per la prima volta, un nuovo studio globale condotto da Kaspersky ha quantificato quanto le truffe via messaggio siano diventate rapide, costose ed emotivamente devastanti. Basandosi sulle testimonianze delle vittime di frodi in Italia, la ricerca dimostra come i truffatori sfruttino i messaggi quotidiani per sottrarre denaro e dati personali nel giro di pochi minuti, causando conseguenze finanziarie ed emotive di lunga durata.

Un singolo messaggio, dall’aspetto attendibile, può provocare una perdita media fino a 770 euro per vittima, con oltre la metà (56%) delle truffe in Italia che va a buon fine entro 30 minuti. In molti casi, le vittime cadono nella trappola ancora più rapidamente, consegnando denaro o dati personali prima ancora che sorga il minimo dubbio. Dietro questi messaggi apparentemente innocui si nasconde un’organizzazione criminale globale in rapida espansione, che opera su scala industriale e utilizza l’intelligenza artificiale per fingersi familiari, amici e brand affidabili. Questo fenomeno ha dato vita a un vero e proprio “mercato” del furto d’identità, alimentato da denaro e dati personali rubati, lasciando le vittime senza risparmi, sconvolte e con profonde ferite emotive.

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Truffati in pochi minuti

Dalle e-mail di lavoro alle chat con la famiglia, fino agli aggiornamenti sulle consegne, le app di messaggistica rappresentano oggi il cuore pulsante della vita quotidiana. Ma sono diventate anche il canale preferito dai truffatori. Queste truffe nascono spesso proprio sulle piattaforme che le persone utilizzano ogni giorno, con 3 canali in testa alla classifica italiana: WhatsApp (54%), SMS/iMessage (35%) e Instagram (20%). Sebbene questo dato non sorprenda, considerando l’enorme quantità di messaggi che le persone ricevono quotidianamente, ciò che colpisce davvero è la velocità con cui queste truffe riescono ad andare a segno. In Italia, più della metà delle vittime (56%) ha consegnato denaro o fornito informazioni personali entro 30 minuti, mentre il 23% lo ha fatto in meno di cinque minuti. Inoltre, per mantenere alta la pressione sulle vittime i truffatori raramente restano confinati su un’unica piattaforma. Il 43% delle truffe coinvolge infatti più canali, passando dagli SMS a WhatsApp o da WhatsApp a Telegram, imitando conversazioni e notifiche quotidiane per evitare di destare sospetti.

I truffatori utilizzano contesti riconoscibili, ambienti sociali familiari e norme linguistiche consolidate per far credere alle vittime che le loro decisioni siano razionali e ragionevoli in quel momento. In realtà, costruiscono false realtà che portano le persone a compiere azioni dannose senza rendersene conto”, ha spiegato Elisabeth Carter, linguista forense e criminologa presso la Kingston University di Londra.

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L’impatto economico è immediato e pesa sulle famiglie

Anche le conseguenze economiche sono estremamente pesanti. Il 36% delle vittime ha subito una perdita finanziaria, rileva lo studio Kaspersky, mentre il 38% il furto di dati personali come numeri di telefono, indirizzi e-mail, informazioni sull’abitazione o credenziali di accesso. In media, ogni persona ha perso 770 euro per una singola truffa, una cifra che può incidere profondamente sulla vita quotidiana. In un periodo segnato dalla crisi del costo della vita, una perdita di questo tipo può equivalere a un mese di spesa alimentare, ai costi dei mezzi di trasporto, alle spese per l’assistenza all’infanzia o al pagamento delle bollette. Sebbene il 34% delle persone abbia subito perdite inferiori a 115 euro, il danno complessivo resta significativo. E per molti la situazione è ancora più grave: il 19% ha perso oltre 1.158 euro, un duro colpo finanziario per la maggior parte delle famiglie. Inoltre, le truffe raramente rappresentano un episodio isolato: oltre un quarto (29%) delle vittime dichiara di essere stato truffato tre o più volte negli ultimi sei mesi. Questo dimostra come i truffatori tendano a colpire ripetutamente le stesse persone una volta individuata una possibile vulnerabilità.

L’effetto IA: le truffe colpiscono tutte le generazioni

Gli autori delle truffe non prendono più di mira soltanto i meno esperti o gli anziani. I dati mostrano che le vittime appartengono a tutte le generazioni, dalla Generazione Z alla Generazione X, a conferma del fatto che esperienza e dimestichezza digitale offrono una protezione limitata. Questo cambiamento è guidato dall’intelligenza artificiale: imitando stile di scrittura, tono di voce e perfino relazioni personali, i truffatori riescono a rendere i messaggi falsi incredibilmente realistici, al punto da superare i dubbi istintivi delle persone, indipendentemente dal loro livello di competenza tecnologica. E il prezzo da pagare non si limita alla perdita economica e l’impatto emotivo può protrarsi a lungo nel tempo.

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L’importanza della protezione online

Poiché persone di tutte le età fanno sempre più fatica a distinguere i messaggi falsi da quelli autentici, la crescita delle truffe via messaggistica basate sull’intelligenza artificiale ha generato una vera e propria crisi di fiducia. Kaspersky consiglia quindi di adottare un approccio più prudente e di affiancare buone abitudini digitali a strumenti di protezione progettati per contrastare truffe che fanno leva su velocità e urgenza. Ecco alcuni consigli utili:

  • fermati un attimo prima di reagire: i messaggi che richiedono un’azione urgente, un pagamento o l’invio di dati personali rappresentano un chiaro segnale di allarme. Bastano pochi secondi di pausa per interrompere il meccanismo del truffatore;
  • verifica le identità in modo indipendente: utilizza metodi di verifica sicuri, controlla i profili attraverso canali differenti e richiedi ulteriori conferme in caso di dubbio;
  • proteggi i tuoi account con password complesse: utilizzare password uniche e gestirle tramite password manager aiuta ad adottare buone pratiche di sicurezza, evitando il riutilizzo della stessa password su più account. In questo modo, anche se un account viene compromesso, gli altri restano protetti;
  • presta attenzione ai link e alle notifiche sospette: molte truffe arrivano attraverso link presenti nelle app di messaggistica o nelle e-mail che sembrano autentici. Adeguati trumenti di sicurezza possono aiutare a monitorare l’attività del dispositivo, individuare comportamenti sospetti e segnalare link dannosi prima che causino danni.

“Questa nuova ondata di truffe via messaggio è progettata per risultare indistinguibile dalla comunicazione quotidiana - ha affermato Marc Riverodi Kaspersky - inoltre, l’intelligenza artificiale sta accelerando questa tendenza, aiutando i truffatori a imitare in modo convincente marchi, voci familiari e relazioni personali su larga scala”.

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