Il Caffè di Techpertutti: il riepilogo tech della settimana (4 ottobre)
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Caricabatterie al microscopio? Proteggi la batteria dagli alimentatori sbagliati
In casa capita spesso di usare il primo alimentatore o cavetto USB che capita sotto mano: quello del vecchio tablet, del Kindle o un modello economico acquistato al volo. Eppure, usare un caricabatterie non idoneo è una delle cause principali del degrado precoce della batteria dello smartphone.
Come funziona: gli smartphone moderni sono intelligenti: richiedono solo l'energia di cui hanno bisogno. Tuttavia, se usi un alimentatore vecchio e poco potente (da 5W), il telefono impiegherà ore a caricarsi, surriscaldandosi a lungo. Al contrario, un caricabatterie di scarsa qualità ma "ultra-rapido" potrebbe non gestire bene gli sbalzi di tensionelle cartelle di sistema, continuando a rallentare il dispositivo.
A cosa fare attenzione: il vero pericolo non sono i Watt elevati di un caricabatterie originale di un'altra marca (es. usare l'alimentatore del Mac sul telefono), ma i componenti ultra-economici e non certificati. I cavi e le spine low-cost non hanno chip di protezione contro il surriscaldamento e i cortocircuiti.
Il consiglio: non serve comprare solo accessori della stessa marca del telefono, ma assicurati che sulla scocca dell'alimentatore ci sia la tecnologia Power Delivery (PD) o marchi di certificazione affidabili. Per preservare la batteria nel tempo, evita i caricatori wireless economici che scaldano tantissimo il retro del telefono e preferisci una ricarica lenta via cavo durante la notte, attivando l'opzione "Ricarica ottimizzata" nelle impostazioni della batteria.




