Navigazione mobile: pop-up e pubblicità invasive sono il principale ostacolo per il 50% degli italiani

Un'indagine Accessiway-YouGov rivela che per il 50% degli italiani pop-up, cookie e pubblicità invasive rappresentano il principale ostacolo nella navigazione da smartphone, evidenziando le sfide ancora aperte per l'accessibilità digitale e l'esperienza utente

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Secondo una recente ricerca, il 50% degli italiani considera pop-up, banner e pubblicità invasive tra i principali ostacoli durante la navigazione da smartphone
Secondo una recente ricerca, il 50% degli italiani considera pop-up, banner e pubblicità invasive tra i principali ostacoli durante la navigazione da smartphone

Dall'home banking agli acquisti online, dalla prenotazione di visite mediche ai servizi della Pubblica Amministrazione, oggi una quota sempre crescente di attività quotidiane viene svolta direttamente dal cellulare. Eppure, nonostante l'entrata in vigore dell'European Accessibility Act (EAA) il 28 giugno 2025 abbia rappresentato un passaggio fondamentale verso un digitale più inclusivo, persistono ancora numerose barriere che complicano l'esperienza degli utenti, lasciando emarginate persone con difficoltà visive, motorie e cognitive. A evidenziarlo è una ricerca condotta da YouGov per Accessiway.

Secondo l'indagine, il principale ostacolo riscontrato nell'utilizzo dello smartphone è rappresentato da pubblicità invasive, richieste di consenso ai cookie e pop-up difficili da chiudere, indicati dal 50% degli intervistati. Seguono poi i contenuti che si caricano troppo lentamente (27%) e le procedure di inserimento dati considerate eccessivamente complesse, come la compilazione di moduli, la gestione delle password o l'inserimento di informazioni personali (23%).

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Per rendersi conto del numero di persone che ogni giorno navigano online tramite smartphone, per svolgere le più comuni ricerche in rete, è utile consultare i dati dell’ultimo report Audiweb, secondo cui gli utenti mensili che hanno navigato in media da mobile e computer nel 2025 sono stati 44,1 milioni, 40,5 milioni dei quali da mobile (il 95% della popolazione di 18-74 anni, +0,7% rispetto al 2024).

"La ricerca condotta insieme a YouGov evidenzia chiaramente la necessità di continuare a investire nella progettazione di servizi digitali realmente semplici, intuitivi e inclusivi. Quando un sito web o un'app risultano complessi da utilizzare, il rischio è quello di generare forme di esclusione digitale che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili, come gli anziani, le persone con disabilità e chi possiede competenze digitali limitate. Tuttavia, l'accessibilità non riguarda solo queste categorie ma rappresenta un elemento determinante per la qualità dell'esperienza digitale di tutti gli utenti." ha affermato Edoardo Arnello di Accessiway. 

Uno scenario condiviso a livello europeo

I risultati italiani si inseriscono in un quadro europeo più ampio emerso da cinque indagini realizzate da Accessiway nel 2026 in Francia, Italia, Austria, Germania e Regno Unito. Le ricerche evidenziano come le difficoltà di navigazione da smartphone rappresentino una criticità diffusa in tutti i Paesi analizzati, con percentuali che raggiungono l'82% in Francia, seguita da Austria (80%), Italia (79%), Germania (64%) e Regno Unito (64%).

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Un dato particolarmente significativo riguarda i più giovani. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, sono gli utenti della Generazione Z a dichiarare più frequentemente problemi di accessibilità digitale, segno di aspettative sempre più elevate rispetto alla qualità e alla semplicità dell'esperienza online. In Italia, il 90% degli under 35 (contro il 75% degli over 56) afferma di incontrare difficoltà nella navigazione da mobile. La situazione è simile anche in Francia (88%), Austria (87%) e Regno Unito (81%). La Germania, invece, rappresenta un’eccezione: il 60% della Generazione Z tedesca, infatti, dichiara di incontrare difficoltà online, contro il 68% degli over 56. Per quanto riguarda le barriere di navigazione da smartphone, pubblicità invasive, pop-up e richieste di consenso ai cookie si confermano essere i principali ostacoli anche a livello europeo, confermando la necessità per aziende e organizzazioni di progettare servizi digitali realmente accessibili, intuitivi e inclusivi per tutti.

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