WiFi a scuola, cosa viene bloccato di più: Facebook in testa, il malware al 24%

Facebook è il social più bloccato sulle reti WiFi delle scuole italiane. Secondo FlashStart, malware al 24% dei blocchi e Facebook, Instagram e TikTok sfiorano insieme il 30%

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WiFi nelle scuole italiane: Facebook è il social più bloccato
WiFi nelle scuole italiane: Facebook è il social più bloccato, mentre il malware rappresenta il 24% dei blocchi.

Le reti WiFi delle scuole italiane raccontano abitudini di navigazione e minacce informatiche sempre più rilevanti. Secondo i dati dell’Osservatorio di FlashStart, quasi il 30% dei servizi bloccati durante la navigazione riguarda i social network, con Facebook in cima alla classifica: il social di Meta rappresenta da solo il 15% delle rilevazioni, seguito da Instagram e TikTok.

L’analisi è stata condotta sulle richieste di accesso web registrate negli ultimi tre mesi dello scorso anno scolastico e coinvolge 612 istituti di istruzione italiani che utilizzano, attraverso FlashStart e i suoi partner, sistemi di protezione della navigazione basati sul filtro DNS.

I dati permettono di osservare non solo quali servizi vengono maggiormente bloccati sulle reti scolastiche, ma anche quali sono le principali minacce rilevate. Se i social network rappresentano la categoria più presente tra i contenuti filtrati, i tentativi di accesso a siti che distribuiscono malware costituiscono il 24% del totale dei blocchi: in pratica, circa una richiesta bloccata su quattro è riconducibile a questa tipologia di minaccia.

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Facebook è il social più bloccato

Facebook, Instagram e TikTok rappresentano complessivamente quasi il 30% dei blocchi registrati sulle reti scolastiche. I dati di FlashStart sono anonimi e non consentono di stabilire a quale categoria di utenti siano riconducibili i tentativi di accesso, ma mostrano un elemento interessante: Facebook da solo pesa per il 15% dei blocchi, nonostante oggi sia meno utilizzato dagli studenti rispetto a Instagram e TikTok.

Il dato suggerisce quindi che le richieste filtrate sulle reti degli istituti possano riguardare l'intera comunità scolastica, e non esclusivamente gli studenti. Un'ipotesi coerente anche con il fatto che Facebook mantiene una presenza significativa tra le fasce d'età più adulte. Più contenuta, invece, l'incidenza di altre categorie potenzialmente problematiche; i siti legati al gambling, ad esempio, non registrano un traffico in ingresso significativo nei dati analizzati.

Malware, quasi una rilevazione su quattro

Se i social network raccontano le abitudini di navigazione sulle reti scolastiche, il dato relativo al malware accende i riflettori sulla sicurezza informatica degli istituti. Secondo l’analisi di FlashStart, i tentativi di accesso a siti associati alla diffusione di malware rappresentano il 24% del totale dei blocchi, quasi una richiesta su quattro.

Un dato che si inserisce in un quadro più ampio di crescente attenzione verso la sicurezza digitale del settore dell’istruzione. Nel 2026, diverse analisi hanno segnalato un aumento degli attacchi informatici rivolti agli istituti italiani, con il malware tra le principali modalità utilizzate.

Tra gli episodi più recenti rientra l’attacco che ha coinvolto un importante fornitore di servizi per il registro elettronico, mentre nel febbraio 2026 un attacco informatico ha interessato anche l’Università La Sapienza di Roma. Le conseguenze possono essere diverse: dalla compromissione o modifica dei dati fino alla sottrazione di informazioni sensibili, potenzialmente destinate anche alla vendita nei circuiti criminali online.

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Garantire la sicurezza filtrando la navigazione

Tra i possibili punti di ingresso di una minaccia informatica ci sono anche le credenziali sottratte attraverso pagine web fraudolente o infette. In un ambiente scolastico sempre più digitale, dove studenti, docenti e personale condividono le infrastrutture di rete, anche un singolo accesso a un sito malevolo può rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza.

Una delle strategie per ridurre queste minacce consiste nel filtrare la navigazione e bloccare preventivamente l'accesso a contenuti non autorizzati o potenzialmente pericolosi. È l'approccio adottato da FlashStart e dai suoi partner attraverso sistemi di filtraggio DNS destinati alle reti degli istituti scolastici, con l'obiettivo di aggiungere un ulteriore livello di protezione alla navigazione quotidiana.

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